La scelta del regime contabile



Calcoli di convenienza


Calcoli di convenienza

Rinuncia alla deduzione analitica dei costi inerenti all’attività esercitata

Nel regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della L. n. 190/2014 il reddito da assoggettare ad imposta sostitutiva viene determinato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nell’anno (quantificati quindi secondo un rigido criterio di cassa) un coefficiente di redditività che è differenziato in relazione all’attività esercitata dal contribuente (vedi tabella codici Ateco).

Non è quindi prevista nessuna deduzione analitica dei costi effettivamente sostenuti nell’anno, fatta eccezione per i contributi previdenziali ed assistenziali versati nell’anno in ottemperanza a disposizioni di legge.

E’ evidente che questo sarà il primo elemento da tenere in considerazione nelle valutazioni di convenienza.

Eventuale presenza di detrazioni e oneri deducibili

Il solo onere deducibile che è possibile portare in deduzione dalla base imponibile dell’imposta sostitutiva è rappresentato dai contributi previdenziali obbligatori per legge relativi all’attività d’impresa o di lavoro autonomo esercitata dal contribuente in regime forfetario.

Per i contribuenti che hanno rilevanti oneri detraibili o deducibili, la presenza di un reddito assoggettato a tassazione ordinaria che si aggiunge a quello soggetto ad imposta sostitutiva rappresenta indubbiamente un fattore che aumenta la convenienza del forfait in quanto consente di “scaricare” anche queste spese.

Al riguardo giova precisare che le modifiche apportate dalla legge di bilancio per il 2019 hanno eliminato la causa di esclusione prevista per dipendenti e pensionati, che consentiva loro l’accesso al regime agevolato solo se i redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti risultavano non superiori a 30.000 euro (in sostituzione è stato peraltro introdotto il divieto di esercitare la propria attività prevalentemente con il proprio datore di lavoro, attuale o del biennio precedente).

Indetraibilità dell’IVA assoluta sugli acquisti

Nelle valutazioni di convenienza occorre considerare con grande attenzione l’effetto derivante dall’indetraibilità, per i contribuenti che applicano il forfait, dell’IVA assoluta sugli acquisti.

L’art. 1, comma 58, della L. n. 190/2014 stabilisce difatti che i contribuenti in regime forfetario, oltre ad essere esonerati dalla maggior parte degli adempimenti IVA contabili e dichiarativi, non applicano l’IVA in rivalsa (la fattura deve indicare che si tratta di “operazione in franchigia esente da IVA ai sensi dell’art. 1, c. 54 e seguenti, L. n. 190/2014”) e non esercitano il diritto alla detrazione dell’imposta assolta, dovuta o addebitata, sugli acquisti.

Per chi aderisce al forfait l’IVA pagata sugli acquisti diventa pertanto a tutti gli effetti un costo, peraltro indeducibile in quanto già ricompreso nel forfait.

Soggettività passiva IRAP

L’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti che aderiscono al regime forfetario è come noto sostitutiva non solo dell’Irpef e delle relative addizionali, ma anche dell’IRAP.

Va da sé che la convenienza del regime forfetario è maggiore per quelle attività che in regime ordinario scontano detta imposta.

Altri fattori da considerare nei calcoli di convenienza

Rettifica della detrazione

Per i contribuenti già in attività, il passaggio dal regime ordinario a quello forfetario comporta, sul fronte IVA, la rettifica della detrazione di cui all’art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1972, che va eseguita nella dichiarazione IVA relativa all’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie versando l’eventuale importo a debito in unica soluzione. Rettifica della detrazione che interessa:

-        i beni strumentali, per gli anni rimanenti alla conclusione del quinquennio dall’entrata in funzione (10 anni dall’acquisto per gli immobili);

-        i beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati;

-        i leasing, in relazione all’imposta detratta sui canoni anticipati o sul maxicanone iniziale.

IVA ad esigibilità differita

Nella dichiarazione relativa all’ultimo anno in cui è stata applicata l’IVA nei modi ordinari si deve tenere conto dell’imposta relativa alle operazioni ad esigibilità differita per le quali l’esigibilità dell’imposta si realizza al momento del pagamento del corrispettivo (IVA in sospensione e IVA per cassa).

Cessione di beni ammortizzabili

Nel regime forfetario non assumono rilevanza fiscale le plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla cessione di beni ammortizzabili acquistati prima dell’ingresso nel regime forfetario.

Le quote residue non ancora tassate o non ancora dedotte devono invece essere fatte concorrere a tassazione nel periodo d’imposta antecedente all’ingresso nel regime forfetario.

Rimanenze finali

Concorrono alla determinazione del reddito imponibile dell’anno antecedente all’ingresso nel regime forfetario.

 

Stampato il 27/06/2019 alle 01.55
http://buffetti.guide.directio.it/guide-interattive/buffetti/la-scelta-del-regime-contabile/indice/la-scelta-del-regime-contabile/regime-forfetario-2019/calcoli-di-convenienza.aspx